21-sulla strada. Da Cervia a Iesi.

Ecco il mio hotel a -5 Stelle.Come tutti i bicchieri mezzo pieni, posso portarmelo dove e per quanto tempo desidero ed i soggiorni sono del tutto gratuiti.I servizi disponibili non sono però eccellenti, ma posso usufruire anche della doccia, se la discrezione del posto scelto lo permette.L’esperienza acquisita da ragazzo mi aiuta anche adesso da pensionato con tempo libero. Dopo la bella escursione in Istria sono diretto a Civitanova Marche per la consegna di alcuni libri.Partito da Portogruaro Venezia mi sono fermato a Cervia, non fosse altro per vedere il famoso Papeete di Milano Marittima.Ho trovato un ottimo accampamento, ombreggiato vicino al cimitero.(Cimitero di Cervia – Via Stazzone.Strada con alberi, defilata, con altri campers in sosta.Ottimale)Amo il mare, ma non perdere tempo per la tintarella o fingere una pennichella impossibile.Andare al mare significa starci dentro il più possibile, meglio a nuoto che in barca.A Trieste, ma anche a Sirmione o Desenzano sul Lago di Garda, c’è il supporto dell’ombra di qualche pineta.A Cervia no.Spostatomi, durante la notte ho fatto nuova tappa a Pesaro(Strada delle Marche-Trafficata.Vicino alle spiagge.Bisogna accontentarsi).Bella città ma anche questa , lunga spiaggia senza ombra di alberi e sono costretto alla visita senza l’interruzione di un bagno in mare.Odio ombrellone e sedia a sdraio.Ceno con 1/2 kg di gelato.Scrivo con le orecchie tappate, per non sentire i rumori della strada.Stanotte traffico incredibile alle due di notte sull’autostrada.Non pensavo di riuscire a dormire nell’area di sosta affollata, invece no.La stanchezza è sempre il miglior sonnifero insieme ai tappi insonorizzanti.Mi rendo conto che sono irrecuperabile e con ritmi impossibili.Mi fermo a Pesaro.Faccio il bagno in serata e termino con un Mojito, al bar della rotonda affollato, che affaccia sul mare.Piazzale della libertà.Il luogo senz’altro più suggestivo della città.Parto per Fano.Altra bella località per il centro storico.Faccio colazione alla Fontana della Fortuna nella centrale Piazza XX Settembre.Riparto per Senigallia.(Parcheggio Cesanella-Largo Michelangelo.Poco lontano dalle spiagge libere.Sosta breve per qualche camper.Il mio passa del tutto inosservato)Provvidenziali i bagni della Stazione, molto ben curati.Pago volentieri il mezzo euro.Sono un clochard, più fortunato perchè motorizzato e con carta di credito.Pranzo all’ombra : menù vegetariano e mezzo litro di Weiss Bier.Mi riposo per un caffè nell’accampamento su ruote.Ferragosto ad Ancona.Vi arrivo di mattina presto.Città deserta.Meno male.Vado alla ricerca disperata di un parcheggio.Come sempre!Imbocco una strada sconosciuta che porta in alto. Troppo in alto.Torno giù.Risalgo, non so dove altro andare.Mi fermo e chiedo ad un giovane con il cane. “Guardi che poco distante c’è un parco giochi per bambini con parcheggio libero.Sempre dritto a destra.”(Percorsa tutta Vittorio Veneto trovate un Parco Pubblico :Parco Pincio con fontana e servizio igienico.Non ho visto altri camper, ma vale la pena, anche solo per qualche foto al panorama.)Il ricordo di Ancona sarò legato a questa area di sosta ottimale.Una veduta del porto di Ancona, ancora più suggestiva con le luci delle navi in lontananza a sera, una fontanella, ottima anche per una veloce doccia, alle 6 del mattino, con nessuno in giro e una toilette rossa disponibile, di quelle mobili.La discesa in bici è facile, ma già mi preoccupo per la salita.Faccio colazione al primo bar.Una edicolante, cui ho chiesto una guida della città, mi fa uno schizzo per raggiungere il centro.Dopo mi rendo conto che sono a metà strada di Viale della Vittoria.Lo percorro per raggiungere il porto e la stazione ferroviaria.Quì mi accorgo di non avere lo zaino.Dubbio!Dimenticato o perso?Torno al parcheggio, per verificare.Come previsto risalire Via Vittorio Veneto, con una city bike è da infarto, con la canicola di agosto e solo un cappellino a protezione.Nell’auto lo zaino non c’è.Perso.Ma ho portafogli e documenti.Torno al centro città, guardandomi bene intorno, se riesco a rintracciarlo.Niente!Raggiungo il Passetto e davanti ad una veduta stupenda con il mastodontico Monumento ai Caduti , che neppure passa inosservato, dimentico.Bagnanti dappertutto nella struttura sottostante, raggiungibile con una doppia scalinata monumentale del 1932.Sono l’unico vestito.Non li invidio.Mi sembrano spiedi al sole rovente.Risalgo e mi fermo al primo chiostro disponibile.Mi siedo all’ombra e soprattutto alla piacevole brezza marina.La ragazza addetta mi fa attendere sia prima che dopo l’ordinazione.Ottimo!Non mi sento le gambe.Il sedere è in simbiosi con la sedia.D’istinto mi alzo, per verificare che non vi sia attaccato,come patella a scoglio.Divoro il toast e tracanno la birra.Un altro toast me lo riservo per la cena.Ancona in 24 ore a causa del parcheggio.Ritorno alla salita, che ancora mi provoca disagio, mentre scrivo(Via Vittorio Veneto, prima di Via Montebello)nonostante fosse il punto di ritrovo per la strada di casa, in una città di certo non piccola.Dopo una notte tranquilla da esausto, decido di ripartire, arreso a quella salita micidiale.Mi ricordo di Jesi , di amici di quella città e vi faccio una tappa del tutto imprevista.Parcheggio in uno spiazzo, davanto alla Scuola Media Federico II.Aperta il 16 di Agosto.Rompo la bici.Mi tocca andare a piedi.Iesi non è una metropoli.Apprendo che vi è nato Federico II e Pergolesi, semplicemente leggendo,ciò che propone prima la strada e poi la guida.Di sera cerco qualche souvenir.Acquisto una lonza di fico ed un ventaglio.Baratto la solita toilette, indispensabile, dopo un litro di latte tra colazione e pranzo, ordinando un Americano ad un bar di Piazza della Repubblica.Cerco una pizzeria per la cena.Individuo la moglie di un collega di scuola, seduta al tavolino di un Bar nel trafficato Corso Matteotti, che parla al cellulare.Lei? Non lei?Da sola? Impossibile!Saprò dopo che anche io avevo suscitato lo stesso dubbio:Lui?Non Lui?Quando vedo comparire anche il collega, ogni dubbio è fugato.Piacevole, ultima serata e giornata del tour marchigiano in compagnia alla Pizzeria Al Gatto Matto.Mi ritrovo anche, a sorpresa, una Diavola e un mezzo di birra Weiss pagato dalla coppia di amici.Forte la tentazione di ordinarne un litro, ma mi sono trattenuto visto i piccoli quantitativi dei due.Mi addormento con una riflessione tutta mia.

P.S. Nella foto, subito a destra del computer lo zaino, perso ad Ancona.I libri usati richiesti a Civitanova Marche non sono stati consegnati.Mi sono accorto che era una scusa mia, inconscia, per partire.Più semplice spedirli.Mi sembra giusto assegnare 21 -è in fondo un prosieguo del mio articolo Una Vita.

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