Un pensiero speciale anche per gli ultimi

Tempo addietro ho partecipato ai festeggiamenti per il compimento dei 60 anni di 6 colleghi, naturalmente non gemelli, ma solo nati nello stesso anno.Ognuno ha portato qualcosa per contribuire al pranzo comune. Io mi sono distinto ,come sempre, per avere contribuito solo con la quota in denaro stabilita.Evidentemente sono nato in un periodo molto fortunato ed in una parte del mondo,che non ha conosciuto guerra e fame.Odio cenoni ed affini e quando me li propongono, accetto anche volentieri ma solo per stare in compagnia e stando bene attento ad un lungo digiuno in precedenza.L’unica persona, a me più simile, è l’amico,che mi invita ad escursioni di chilometri, per la caccia fotografica di animali selvaggi in liberta’ o di uccelli delle più svariate specie, fiori,alberi e quant’altro offre la natura, senza concederci neanche una pausa per uno snack.L’imprinting a rifiutare pranzi e cene abbondanti è scaturito anche dal ricordo indelebile di una Pasqua a Parigi, immortalata da una foto vicino al Centre George Pompidou, con me all’impiedi, vestito elegante dai magazzini La Fayette, che addenta un panino, farcito con salame.Era tutto quanto mi ero permesso in quella giornata di festa, completatmente dedito alla visita della metropoli.Erano gli ultimi giorni di mesi, trascorsi nella città e che mi era, sentite un pò!, venuta a noia.Desideravo andare in Germania.Altra Pasqua ed identica modalità a Vienna.La divagazione serve per arrivare alla conclusione.Alla festa gli invitati erano una trentina ma c’era da mangiare per il quadruplo.Alle mie spalle c’era un maialino da latte inspiedato.Uno spiedo gli entrava dalla coda ed usciva dalla bocca spalancata ma vuota.Gli era stata risparmiata la beffa dell’arancia o quant’altro.Sacrificio, quasi inutile.I tre quarti di quel corpo straziato erano ancora disponibili.So benissimo che ci sono altre situazioni molto più gravi, ma di questa sono stato testimone e il pensiero di Natale lo dedico solo a lui.”Fosse stato per me, ti avrei accolto volentieri in giardino e saremmo diventati amiconi per rincorrerci e giocare nel prato, ma il mondo è quello che è.Se un giorno, trapassato a miglior vita, un mio atomo svolazzante dovesse incontrarti si ricorderà di te e ti offrirà la sua amicizia.L’universo è fatto di infinito con probabilità infinite e noi, volenti o non, vi apparteniamo anche con speranze folli.”P.S.Il nesso un pò strambalato di questo post è che se si mangiasse di meno, socializzando e divertendosi anche in altri modi, qualche povero animale sopravviverebbe ed in qualche altra parte del mondo non si morirebbe per inedia.

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