• 2022

    Ognuno di noi è un microuniverso unico,fatto di numeri finiti,che nessuno conosce.Va bene!Gli occhi sono due e le dita delle mani 10.Ma quanti sono i capelli?O i bulbi piliferi, che una calvizie o una buona ceretta femminile o maschile, neanche riesce a nascondere?Quante le cellule sudoripare, che ci sono venute in soccorso specie in questa estate?Quanti i globuli rossi o bianchi nel sangue?Dopo o prima di un bicchiere di rosso?Si potrebbe cominciare e continuare ad oltranza senza una risposta.Siamo un enigma indecifrabile per noi stessi.Figuriamoci per gli altri.Siamo fatti di numeri finiti, che neanche il computer più potente riesce a valutare.Impresa ancora più ardua se aggiungiamo anche il fattore tempo, che cambia i valori al nanosecondo.Ma da Internet apprendo il numero magico, che altro non è che l’anno in corso:2022.Conteggia gli anni di vita, aggiungi quello di nascita ed il risultato è sempre lo stesso, sia per il neonato che per il centenario.Per una volta ho le idee chiare ed un numero preciso.Un minuscolo,striminzito lampo rischiara il buio fitto di tante domande, cui nessuno è in grado di ripondere, e che noi chiamiamo caos, ma tale non è, perchè fatto anche lui di conteggi senza errori.Le soluzioni ci sono, anche se in un’altra dimensione, a noi completamente sconosciuta.

  • Gli scacchi come metafora di vera guerra di selezione darwininiana per il genere uomo

    Il gioco degli scacchi, mi ha affascinato, fin da quando l’ho soperto da ragazzino.Non lascia spazio alla fortuna, come nelle carte, ma solo alle tue personali capacità, tra cui prima di tutto l’intelligenza.Se si dovesse giocare, come in una guerra, in cui solo il vincitore sopravvive,in un mondo di uomini, diventato troppo piccolo, si assisterebbe ad una competizione crudele ma soprattutto vera.In caso di sconfitta non ci sarebbero le attenuanti per armi, che da una parte potrebbero essere più sofisticate o potenti oppure di truppe più numerose oppure di una forza fisica maggiore o di tante altre variabili. Sarebbe uno scontro allo stadio puro, a quello che ci differenzia dal resto del mondo animale, tra due personalità, in cui prevale solo quella più furba, meno emotiva, più concentrata.Non ci sarebbe spargimento di sangue nè rivincita nè patta.Vince solo il cervello più evoluto.La forza bruta, quella dello scontro a cornate tra i cervi della foresta per il predominio sulle femmine e sul cibo scarso, sarebbe appannaggio esclusivo delle sole macchine, informatizzate al meglio dagli scacchisti più bravi.

  • Il numero tre come metafora della vita

    1.Il numero tre è considerato il numero perfetto, non fosse che per motivi religiosi. Tre trinità per tre (111x111x111) x (111x111x111) dà un numero facile da memorizzare :una scala 12345678987654321.E’ la vita.Sale , scende, risale e si evolve, come in una spirale.Non è l’infinito in cui ci si smarrisce, partendo dall’uno e proseguendo ad oltranza senza fine o indietro oppure avanti.

  • Un amico in più fa la differenza.Al momento opportuno manca però sempre quello in meno.

    Basta un sorriso, una semplice smorfia del viso, un gesto per diventare subito amici o il contrario nella vita reale.In quella virtuale basta un onesto like a questo enunciato essenziale, per diventare amici anche senza il collegamento di un computer.

    “Il bene, il male, come possiamo riconoscerli? Il bene è:Ama il prossimo tuo come te stesso, non fare agli altri, quello che non vorresti fosse fatto a te.Il male è il contrario di tutto ciò, incluso l’indifferenza per le disgrazie altrui.”

  • 21-sulla strada. Da Cervia a Iesi.

    Ecco il mio hotel a -5 Stelle.Come tutti i bicchieri mezzo pieni, posso portarmelo dove e per quanto tempo desidero ed i soggiorni sono del tutto gratuiti.I servizi disponibili non sono però eccellenti, ma posso usufruire anche della doccia, se la discrezione del posto scelto lo permette.L’esperienza acquisita da ragazzo mi aiuta anche adesso da pensionato con tempo libero. Dopo la bella escursione in Istria sono diretto a Civitanova Marche per la consegna di alcuni libri.Partito da Portogruaro Venezia mi sono fermato a Cervia, non fosse altro per vedere il famoso Papeete di Milano Marittima.Ho trovato un ottimo accampamento, ombreggiato vicino al cimitero.(Cimitero di Cervia – Via Stazzone.Strada con alberi, defilata, con altri campers in sosta.Ottimale)Amo il mare, ma non perdere tempo per la tintarella o fingere una pennichella impossibile.Andare al mare significa starci dentro il più possibile, meglio a nuoto che in barca.A Trieste, ma anche a Sirmione o Desenzano sul Lago di Garda, c’è il supporto dell’ombra di qualche pineta.A Cervia no.Spostatomi, durante la notte ho fatto nuova tappa a Pesaro(Strada delle Marche-Trafficata.Vicino alle spiagge.Bisogna accontentarsi).Bella città ma anche questa , lunga spiaggia senza ombra di alberi e sono costretto alla visita senza l’interruzione di un bagno in mare.Odio ombrellone e sedia a sdraio.Ceno con 1/2 kg di gelato.Scrivo con le orecchie tappate, per non sentire i rumori della strada.Stanotte traffico incredibile alle due di notte sull’autostrada.Non pensavo di riuscire a dormire nell’area di sosta affollata, invece no.La stanchezza è sempre il miglior sonnifero insieme ai tappi insonorizzanti.Mi rendo conto che sono irrecuperabile e con ritmi impossibili.Mi fermo a Pesaro.Faccio il bagno in serata e termino con un Mojito, al bar della rotonda affollato, che affaccia sul mare.Piazzale della libertà.Il luogo senz’altro più suggestivo della città.Parto per Fano.Altra bella località per il centro storico.Faccio colazione alla Fontana della Fortuna nella centrale Piazza XX Settembre.Riparto per Senigallia.(Parcheggio Cesanella-Largo Michelangelo.Poco lontano dalle spiagge libere.Sosta breve per qualche camper.Il mio passa del tutto inosservato)Provvidenziali i bagni della Stazione, molto ben curati.Pago volentieri il mezzo euro.Sono un clochard, più fortunato perchè motorizzato e con carta di credito.Pranzo all’ombra : menù vegetariano e mezzo litro di Weiss Bier.Mi riposo per un caffè nell’accampamento su ruote.Ferragosto ad Ancona.Vi arrivo di mattina presto.Città deserta.Meno male.Vado alla ricerca disperata di un parcheggio.Come sempre!Imbocco una strada sconosciuta che porta in alto. Troppo in alto.Torno giù.Risalgo, non so dove altro andare.Mi fermo e chiedo ad un giovane con il cane. “Guardi che poco distante c’è un parco giochi per bambini con parcheggio libero.Sempre dritto a destra.”(Percorsa tutta Vittorio Veneto trovate un Parco Pubblico :Parco Pincio con fontana e servizio igienico.Non ho visto altri camper, ma vale la pena, anche solo per qualche foto al panorama.)Il ricordo di Ancona sarò legato a questa area di sosta ottimale.Una veduta del porto di Ancona, ancora più suggestiva con le luci delle navi in lontananza a sera, una fontanella, ottima anche per una veloce doccia, alle 6 del mattino, con nessuno in giro e una toilette rossa disponibile, di quelle mobili.La discesa in bici è facile, ma già mi preoccupo per la salita.Faccio colazione al primo bar.Una edicolante, cui ho chiesto una guida della città, mi fa uno schizzo per raggiungere il centro.Dopo mi rendo conto che sono a metà strada di Viale della Vittoria.Lo percorro per raggiungere il porto e la stazione ferroviaria.Quì mi accorgo di non avere lo zaino.Dubbio!Dimenticato o perso?Torno al parcheggio, per verificare.Come previsto risalire Via Vittorio Veneto, con una city bike è da infarto, con la canicola di agosto e solo un cappellino a protezione.Nell’auto lo zaino non c’è.Perso.Ma ho portafogli e documenti.Torno al centro città, guardandomi bene intorno, se riesco a rintracciarlo.Niente!Raggiungo il Passetto e davanti ad una veduta stupenda con il mastodontico Monumento ai Caduti , che neppure passa inosservato, dimentico.Bagnanti dappertutto nella struttura sottostante, raggiungibile con una doppia scalinata monumentale del 1932.Sono l’unico vestito.Non li invidio.Mi sembrano spiedi al sole rovente.Risalgo e mi fermo al primo chiostro disponibile.Mi siedo all’ombra e soprattutto alla piacevole brezza marina.La ragazza addetta mi fa attendere sia prima che dopo l’ordinazione.Ottimo!Non mi sento le gambe.Il sedere è in simbiosi con la sedia.D’istinto mi alzo, per verificare che non vi sia attaccato,come patella a scoglio.Divoro il toast e tracanno la birra.Un altro toast me lo riservo per la cena.Ancona in 24 ore a causa del parcheggio.Ritorno alla salita, che ancora mi provoca disagio, mentre scrivo(Via Vittorio Veneto, prima di Via Montebello)nonostante fosse il punto di ritrovo per la strada di casa, in una città di certo non piccola.Dopo una notte tranquilla da esausto, decido di ripartire, arreso a quella salita micidiale.Mi ricordo di Jesi , di amici di quella città e vi faccio una tappa del tutto imprevista.Parcheggio in uno spiazzo, davanto alla Scuola Media Federico II.Aperta il 16 di Agosto.Rompo la bici.Mi tocca andare a piedi.Iesi non è una metropoli.Apprendo che vi è nato Federico II e Pergolesi, semplicemente leggendo,ciò che propone prima la strada e poi la guida.Di sera cerco qualche souvenir.Acquisto una lonza di fico ed un ventaglio.Baratto la solita toilette, indispensabile, dopo un litro di latte tra colazione e pranzo, ordinando un Americano ad un bar di Piazza della Repubblica.Cerco una pizzeria per la cena.Individuo la moglie di un collega di scuola, seduta al tavolino di un Bar nel trafficato Corso Matteotti, che parla al cellulare.Lei? Non lei?Da sola? Impossibile!Saprò dopo che anche io avevo suscitato lo stesso dubbio:Lui?Non Lui?Quando vedo comparire anche il collega, ogni dubbio è fugato.Piacevole, ultima serata e giornata del tour marchigiano in compagnia alla Pizzeria Al Gatto Matto.Mi ritrovo anche, a sorpresa, una Diavola e un mezzo di birra Weiss pagato dalla coppia di amici.Forte la tentazione di ordinarne un litro, ma mi sono trattenuto visto i piccoli quantitativi dei due.Mi addormento con una riflessione tutta mia.

    P.S. Nella foto, subito a destra del computer lo zaino, perso ad Ancona.I libri usati richiesti a Civitanova Marche non sono stati consegnati.Mi sono accorto che era una scusa mia, inconscia, per partire.Più semplice spedirli.Mi sembra giusto assegnare 21 -è in fondo un prosieguo del mio articolo Una Vita.

  • Il fumetto

    Un murale in giardino, copia di uno di Leopoli in Ucraina.

    Il fumetto è una mia dimensione parallela al vivere del reale quotidiano.Dovessi esserci catapultato dentro, in toto, anche solo in sogno,cosa farei?Come cambierei me stesso ed il mondo?Che palle essere sempre giovane, bello, in salute,corteggiato da donne affascinanti, in viaggi continui, con compagne differenti in paesi esotici e con un harem di badanti di varie età,assunte in base a precisi canoni estetici, quando a casa.Essere rimasto l’unico maschio disponibile per evitare l’estinzione del genere umano.Scegliere tra i numerosi inviti il ristorante e il posto migliori.Avere sempre due opzioni di scelta:meglio oppure ancora meglio.E’ il “sempre” che mi spaventa, perchè non riesco ad immaginare il contrattempo, che interrompe la routine ideale ed eterna.Neanche ci penso poi di assumermi la responsabilità di tracciare il destino del mondo che mi circonda.Meglio essere la marionetta di innumerevoli varianti sconosciute, compreso la solitudine o una compagna,che apprezzi,più per il difetto che la rende unica che per i pregi, imposti dalla moda.La vita, quella vera, è tanto più eccitante.Non sai mai quello che ti aspetta, dietro l’angolo del prossimo minuto secondo. Qualcuno potrebbe, giustamente, suggerire:Eliminiamo gli aggettivi eterno o simili e i per sempre ed accettiamo provvisorio, inatteso, settimanale, il sogno, talmente reale, da fare fatica dopo ad affrontare il normale quotidiano.Giusto!D’accordo!Viva il fumetto.Viva il politico che più stimo al governo.Viva il tuffo in un mare non inquinato.Viva il rifugiato da un barcone semiaffondato, cui regalo una casa ed un lavoro.Viva il malato terminale,che si riscopre sano e gareggia riconosciuto ed applaudito nella maratona di New York.I miei viva diventano infiniti insieme a quelli di chi legge.E poi arriva il più in gamba, che zittisce tutti.Nessuno replica.”Viva il gattino che ho salvato stamattina, dalla strada trafficata e che ho adottato.Lo dipingi e lo fai diventare un fumetto?”

  • La Petite

    Si!Lei è “la petite”, “la rouge”, così come soprannominata da una famiglia di Francesi, ospiti, per distinguerla da altri gatti di casa.Anche se le dimensioni sono cambiate con l’età e l’abbondante alimentazione.E’ particolare.Le mancano le estremità delle zampe posteriori.Ciònonostante, alla bisogna corre veloce, ma scoordinata.L’hanno abbandonata presso casa, quando ancora piccola di pochi mesi, denutrita, con i baffi avvizziti, piena di pulci.Adesso è diventata un pelouche, morbido e grasso, che miagola, chiacchiera in continuazione, alla ricerca di coccole, che non bastano mai.Ancora!Ancora!Se mi apposto poco lontano, mi cerca, si avvicina.Ancora! e si distende in cerca di un massaggio.Se esagero si ribella stupita, ma subito si ridistende tranquilla e fiduciosa.E’ diventata la mascotte di casa, da coccolare ed invitare, se fuori in giardino, quando arriva qualche ospite, che la richiede.Lei si unisce volentieri alla conversazione con Ancora!In questo mese di “chiuso per ferie” apro ad un epitaffio, scritto in anticipo:Grazie Petite, della tua compagnia e della tua dolcezza.Poi pentito per la probabile risposta a tono:”Ne ho già visto due di funerali e potrei vedere anche il tuo.Pensa al tuo di epitaffio,Stronzo!”mi taccio e ci godiamo ancora una carezza col sole di agosto.

  • Una Introspezione

    Una Introspezione

    07/08/2022 14,00

    Introspezione è l’intervallo tra le estroversioni.E’ indispensabile e necessaria, anche se le ultime sono preferite.Segue il ritmo della vita e resta segreta,anche se non vuoi, perchè particolare e non può che essere solo tua,come l’impronta digitale o il colore degli occhi, legata solo a quel momento ed a tutto ciò che lo circonda.Adesso appartiene già al passato,neanche più mia.E’ cambiato tutto.Come una onda del mare.Ne scegli una.Non ne avrai mai più una uguale per il resto dei tuoi giorni.E forse la detesto,perchè, in tanto, mi nasconde altre onde, forse più belle e mi obbliga ad ignorare la frenesia del mondo circostante, che chiama con insistenza.D’altronde qualsiasi corsa ha bisogno di una pausa anche se l’ebbrezza la trovi solo nel movimento.E ci sarà una ultima introspezione, simile con data ed ora, ma anch’essa unica.Si confonderà ignorata nel respiro dell’universo.Un pò come il cestina di questo blog e dell’articolo.

  • Un gabbiano

    Un gabbiano, con l’ala spezzata, vomita quello che gli ho appena dato da mangiare,per il terrore, dell’umano che gli si avvicina..E’ vorace, come tutti gli altri.Mi guarda, pieno di paura.Tenta una fuga inutile dal cortiletto buio, di un mondo a lui del tutto sconosciuto.L’ho davvero salvato dal mare in burrasca e dai cani, che tentavano di assalirlo?E’ tenace.Tiene duro con la vita per giorni, senza sole, mare,scogli,orizzonti infiniti.Finisce in un pollaio, abbandonato al suo destino, insieme alle galline.Non ne ho saputo più niente.Ma mi perseguita ancora oggi con il ricordo ed addirittura qualche lacrima di commozione.

  • Penso!Quindi sono o non sono, ma cosa?

    Considerazioni personali

    1-Face Book è lo specchio del nostro narcisismo.Sia chiaro.Niente di negativo.Ognuno desidera apparire al meglio.Presentarsi, invece, al peggio, eviterebbe tante perdite di tempo.Ed anche un simile atteggiamento sarebbe molto raro, ma, non certo, da disdire.

    2-Non potrò mai essere un cuoco stellato,se sono convinto,che la fame invita a tavola meglio di qualsiasi chef da cucina.E’ stato sempre il mio menù preferito, ma non l’ho mai imposto a nessuno.

    3-Non potrò mai essere uno stilista di moda, se sono convinto , che l’eleganza per una donna è una dote innata ed il miglior sarto lavora comunque solo per nasconderla con un vestito.Un ottimo sarto per uomini si, perchè proprio non riesco neppure a sopportarlo appena svestito: un uomo.

    4-Chiunque nel web può avere milioni di followers.Basta avere l’idea geniale ma chi ne può garantire la bontà?Io ho solo un follower.Peccato!Aspiravo allo 0,perchè era un primato comunque e non dovevo dare nessuna garanzia.Anche con uno mi tocca.

    5-Se la donna è danno, che sia dannato per sempre ma vivo non morto.

    6-Appena mi sporgo nel web incontro galassie di belle anime, che come sirene irraggiungibili, mi attraggono.Come Ulisse devo bendarmi gli occhi, non le orecchie, per non perdere il contatto con la Terra.

    7-Il segreto della mia felicità è nel cesso, così come quello di tanti altri, che però non lo sanno.Sono preciso e puntuale, come un orologio cronometro.Una volta l’ho dipinto a mò di trono e pubblicato come mio profilo F.B. ma tutti mi hanno chiesto se ero depresso.Difficile comunicare.Facilissimo essere fraintesi.

    8-Dicono che per attrarre le farfalle, se non le vuoi inseguire, devi curare il giardino.Il mio è in pessime condizioni.Preferisco dipingere.Una rosa dipinta non sfiorisce mai e neanche l’autoritratto.Tutto il contrario se lavoro la terra.Sono decisamente nomade.

    9-Bazzico da pochi giorni W, ma mi piace. F.B. è un denudarsi di corpi, qui di anime.L’appuntamento per conoscersi è inutile.Ci siamo incontrati già.Trovo addirittura gli uomini interessanti, ma già mi basto ed avanzo io.

    10-Amare è rischiare di suscitare indifferenza, anche scherno.Vivere è rischiare di morire sul più bello.Sperare è rischiare di essere delusi.Provare è rischiare di fallire.Rischiare è una necessità.Solo chi rischia è davvero libero e non è ancora morto.(Adattamento da A.Merini)

    11-Il maggiore ostacolo alla vita è proprio l’attesa:fa dipendere tutto dal domani e, intanto, sciupa l’oggi.( Da Seneca)

    12-Ogni riflessione è un velo che cade.Rischio di restare nudo, nell’indifferenza degli svestiti ma sarebbe comunque una conquista di ulteriore maturità.

    13-I miei difetti possono essere punti di vista errati degli altri.Io li vedo come pregi.Spostiamo le angolazioni e vediamo chi ha ragione.

    14-Ci tengo a tenere lo stomaco allenato.Quando è vuoto mi avverte.Non so come fare con il cervello.

    15-Il tempo in amore è un radiografo eccezionale.Fotografa qualsiasi stronza, anche quella ben nascosta. Il non rinunciare al 50% di personale autonomia è un anticorpo indispensabile .Mi dispiace solo non aver presentato la diagnosi al momento, ma non ero sicuro.Penso funzioni anche per individuare gli stronzi.

    16-Non vi è rimedio per la nascita e la morte salvo godersi l’intervallo. (A.Schopenauer)

    17-Il mare come metafora dell’essenziale per vivere:quando in acqua mi accorgo che anche il costume risulta inutile.Figuriamoci tutto quello lasciato a terra.Avere occhialetti e pinne mi rende già un superprivilegiato.Mi sento potente come un magnate.

    18-Come Forrest Gump parlo da solo, sulla panchina, ad altri Forrest Gump.Mezzo pieno(bicchiere):non sono in guerra in Vietnam ed ho tempo per esternare.Mezzo vuoto:detesto esternare.

    19-Trovo eccitante ed anche sensuale sbirciare, tramite un diario, l’ anima femminile,che si offre consapevole allo sguardo.Mi tocca poi decidere se da padre, nonno, fratello o cos’altro.Ma quale figura predomina, la tengo per me segreta.

    20-Non è detto che una donna nuda sia più vera, perchè non puo’ più nascondersi.Dentro può essere coperta da un burqua, indossato per l’occasione.Ad un uomo o non interessa o non ci capisce niente.Sirmione Hotel -5

    21-Mi rendo conto del perchè detesto la realtà virtuale:F.B., questo stesso blog.Occupa con prepotenza quella reale, quando questa lascia a desiderare.Fossi in ottima compagnia o rischiando o viaggiando oppure impegnato in qualsiasi altra cosa interessante offra la vita non avrei tempo nè voglia per una tastiera. Però esiste anche una tastiera da riposo durante o dopo l’avventura.Ecco!Questa è la preferita ed amata.

    22-Sono come la mucca , quando scorre libera nel prato e bruca vorace ogni filo d’erba disponibile.Quando in stalla, lei rimugina, io percorro a ritroso il viaggio intrapreso.Tanti angoli, scorciatoie,storie li scopro dopo.Montagna dei Bresciani Hotel-5

    23-Spesso ho agito come il tizio, che per salvaguardare il fiasco di grappa, da probabili cadute dalla bici, la beve in anticipo e poi si rallegra dicendo:”Meno male!Sono caduto tante di quelle volte, però la grappa l’ho salvata!”

    24-Ho sempre ammirato ed invidiato l’artista di strada, che ha successo.Lo vedi subito dal capannello di spettatori.Rarissime volte è toccato pure a me, senza volerlo.Sperimentiamo questo blog e vediamo il capannello di followers.

    25-Penso!Dunque sono o non sono, ma cosa?A me viene spontaneo “cretino, vanesio!”Dovesse deciderlo uno qualsiasi del web,forse chiuderei subito il blog e mi dispiacerebbe,ma solo perchè significherebbe non avere un minimo di palle.Mi controllo per rassicurarmi.

    26-Quando tutti si è uguali,tutti si è nessuno.La perfezione è un uccellino in gabbia che vive,mangia,caga e muore con il solo scopo di essere ammirato.Io voglio vivere libero, spiumato,infreddolito,denutrito ma libero. Charles Bukowski e il sottoscritto.

    27-Non sopporterei al mio fianco a letto,neanche la più bella o sexy per più di una settimana, mese.Ho troppo rispetto per la sua ma anche la mia libertà anche soprattutto in uno spazio circoscritto.Trieste Hotel -5

    28-Che smacco per una donna mostrarsi in bikini su F.B. e non ricevere neanche un like!Risponderebbe immediatamente all’unico commento del più brutto. Non riesco a trovarla.Aiutatemi.Trieste Hotel -5

    29-Mai dimenticherò l’amico inglese,di origini indiane,conosciuto in Germania, che seduto sul W.C. con posa identica a quella della statua del Pensatore,dalla porta semiaperta della toilette,a sorpresa mi domanda:Michele,ma tu ci credi in Dio?Trieste Hotel-5

    30-Il WEB è strapieno, eufemismo per scoppia, di bellissime ragazze o signore,anche mature, che offrono allo sguardo, senza nessunissima censura, i particolari anatomici più intimi.Non si nascondono e sono riconoscibili, anche grazie ai tatuaggi.Ricevono una ricompensa?O cosa?Hanno abolito la pornografia su carta.A me fanno simpatia.Hanno eliminato del tutto i falsi veli:chiesa, convenzioni sociali, bon ton.Vendicano alla grande chi costretta ad indossare burqua o chador.

    31-Mi fermo .Pausa o stop non so.Non mi piacciono i monologhi.Neanche i dialoghi prefabbricati, con whatsup.Dunque?