• Morfeo,fatto Santo e protettore.

    Forse, perchè della fatal quiete, ti sei l’imago, a me sì cara vieni , o sera ” scriveva il Foscolo.Ma già allora il sottoscritto, studentello di liceo, che lo studiava e pensava di avere tutto lo scibile disponibile, solo perchè aveva fatto bene i compiti, scambiava subito sera con sonno per capire meglio.Questa mattina,ho zigzagato su di un articolo, che parlava delle varie posizioni del sonno:fetale, orizzontale, fianco sinistro ed altre, per sconsigliare quella sul fianco destro.Non ho approfondito per capire la ragione, anche perchè del tutto disinteressato.Per me il sonno è anarchia completa.Figuriamoci se mi proibisco il lato destro, per averlo letto in un articolo.Non è soggetto al tipo di letto o materasso.Nel passato qualcuno mi ha riferito di aver dormito male, perchè essendo ospite, non era abituato al grado di morbidezza, su cui si era adagiato.Non deve, il sonno, dipendere dalle concessioni, conscie o inconscie, dell’eventuale compagno o compagna, visto che quando dormiamo non siamo in grado nè di intendere e nè di volere. Meglio i letti separati.Non deve sottostare a nessuna imposizione di orario. Mio padre, prima che affrontassi un lungo viaggio in auto, consigliava sempre di dormire o riposare, come se il sonno o il riposo, si potessero ottenere a comando.Io partivo comunque, anche a notte fonda e facevo dormite favolose, in posizioni scomode, da seduto, al lato guida, quando lo stesso sonno mi comandava, da vero capo, quale solo lui era.Forse un potente sonnifero può conciliarlo, ma le conseguenze non si farebbero attendere.Neanche mi risulta che siano di aiuto i letti di un 5 stelle extra lusso.Il sonno era addirittura una divinita’ per gli antenati e si chiamava Morfeo.Beh oggi inchiniamoci a lui con totale sottomissione e fiducia, come a un Santo protettore , e chiediamo l’intercessione, per il peccato dell’insonnia.Ce ne accorgiamo subito,a differenza di altri Santi, se collabora.Un poco meno della meta’ della nostra intera vita è dedicato al sonno ed è meglio gestirselo bene.Dimmi come dormi e ti dirò chi sei e come vivi? Da insegnante, se mi svegliavo in orari impossibili, avevo disponibile un sonnifero infallibile : la correzione di qualche compito.Mi bastava una mezz’ora per crollare.Adesso ho disponibile questo blog, ma non è per niente la stessa cosa.Quando dormo, agisco in un mondo parallelo, sempre alle prese con esami universitari, sempre da rinviare, a causa di una preparazione molto scarsa.Qualche volta capita la situazione di grande disagio per un grave imbarazzo o pericolo di vita, ma con un guizzo da atleta, riesco ad afferrare un barlume, forse di luce, che mi riporta al risveglio con un grande sollievo.Comico che nel sonno corro, senza provare nessuna fatica.Quando sveglio, è tutto il contrario e vorrei correre ma dormendo.Mi auguro sempre qualche sogno erotico, ma quelli non arrivano mai.Forse, come dice il Foscolo, il sonno ci abitua alla “fatal quiete”, la dormita eterna.Non a caso nelle dipartite da questo mondo si dice “Sembra che dorme”.Vista in questa prospettiva, la nostra fine viene accettata più volentieri, senza paura.Considerata la chiosa finale, non me la sento di augurare “Buona Notte” a nessuno.

  • TRUMAN SHOW al contrario

    Nel film avevano allestito per Truman, unico protagonista inconsapevole di una specie di Grande Fratello, addirittura una intera isola-set con moglie, padre, madre ed abitanti comparse ed anche mare, onde e cielo imitazioni perfette.Qualche volta mi chiedo se anche la realtà, in cui ci muoviamo, non sia anch’essa camuffata, per desiderio di qualche regista nascosto. Lascio lo schermo del mio computer ad un giovanissimo teen ager, diplomato e poliglotta, per immaginare cosa potrebbe fare, a fronte di un futuro tutto da inventare. A mio tempo feci la stessa cosa, ma senza informatica ed è rimasto il ricordo di anni indelebili.Bene! Il giovanotto, esperto della tastiera, comincerebbe con il crearsi un suo Avatar femminile, idealizzato secondo parametri di bellezza, altezza, colore degli occhi, dei capelli, taglia, carnagione.Poi esaminatosi per bene creerebbe un suo Avatar, quanto più possibile onesto con gli stessi parametri, ma potrebbe bastare una semplice foto.Immetterebbe nella rete le due immagini:” A cerca B.Contattami.”Si allontanerebbe dalla sua realtà, limitata e circoscritta, per sceneggiarsene un’altra, ma altrettanto vera, confidando nel calcolo delle probabilità.Dall’altra parte ha un alter ego, rappresentato da milioni, se non miliardi di argonauti moderni.Incontrato il suo alter ego al femminile, se questa non fosse ricca, utilizzerebbe le stesse competenze informatiche per cercarsi anche un lavoro, uno qualsiasi.Si trasferirebbe nel posto a lui più congeniale, insieme agli amici di sempre in video chat e se ne farebbe altri, nelle prossimità, nel qualsiasi angolo di globo scelto.La matematica non è una opinione e il calcolo del probabile successo con numeri così alti è a lui favorevole.Qualcuno ci ha creduto talmente tanto che è ricorso al suicidio, dopo la tremenda delusione nello scoprire che la sua innamorata era un 60enne, che lo ha illuso per gioco.Lo stesso autore della tresca si è tolto la vita, pentito della tragedia non voluta.Un regista ha creato un capolavoro falso con la sua fantasia.Perchè non potremmo farne uno vero, anche se con imperfezioni, noi con la nostra, grazie al web?

  • Tigre bianca o Germano reale?

    Treviso – Al Parco Fiera

    Sarebbe il mio posto ideale per parcheggiare e campeggiare, fossi in una città , a me sconosciuta, ma qui ho già i miei appoggi gratuiti. Spesso, come in questi giorni di feste natalizie, è però occupato da stand di fiere varie. Oggi tocca al mastodontico Circo di Vienna. Mi attrae una tigre bianca, in gabbia, vigorosa, aggressiva, che va avanti ed indietro, nervosa, come il carcerato nel percorso all’aria, ma lei è anche in solitudine e il tragitto disponibile è di pochissimi metri. Appartiene al circo, come tanti altri animali:cammelli, cavalli, capre, serpenti.Solo il vederla in gabbia, che fissa, da lontano, me libero ed in bici, mi rattrista e parecchio. Interrompo il percorso lungo il fiume Sile, poco distante.Nessun impedimento a percorrerlo sino a Iesolo e se non soddisfatto, raggiungere anche Monaco di Baviera in Germania, insieme a qualche amico, abbastanza intraprendente. Invece so che mi limiterò a pochi chilometri, più perchè non c’è nessuna sfida che per pigrizia.Io posso, quel bellissimo animale no.Ma un pò di sole squarcia l’atmosfera di nebbia e della mia improvvisa depressione. Una bella ragazza, animalista convinta e dipendente della struttura, giunge, opportuna, a spiegarmi che il felino in questione è nato in cattività. In natura le tigri bianche rischiano l’estinzione.E’ ben nutrita e lo si può notare dal pelo e dal portamento.Lo spazio disponibile è limitato ed è costretta a viaggiare insieme a tutto il circo, ma l’alternativa a lasciarla libera nel suo habitat naturale sarebbe una condanna a morte certa.Riprendo il percorso lungo il Sile e noto un Germano reale, detto anche capo verde, per il colore della testa, verde semaforo,soprattutto se si è appena tuffato.E’ il maschio e si distingue nettamente dalla femmina, che ha colori meno appariscenti.Passa inosservato,tra tanti suoi simili. Nessuno lo degna di una foto come alla tigre.Zampetta energico sott’acqua, verso direzioni scelte a caso o mirate al cibo o a qualche compagna, un pò più lontano.Non è solo.Ci sono cigni, gallinelle d’acqua, cormorani, gabbiani, in pace tra di loro, intenti solo alla ricerca di cibo.Non hanno la minima idea di una gabbia.Se qualcuno mi proponesse una successiva vita a questa e mi chiedesse di scegliere tra tigre di circo, famosa e fotografata o anatra, non avrei alcun dubbio. Mi ritroverei senz’altro con la testa col colore di via libera.

    P.S. Una riflessione mi accompagna nel rientro a casa:Se solo gli imbecilli non cambiano mai idea, io dovrei essere un genio. Siamo avvezzi a considerare il natale con inverno e suoi derivati come vacanza al chiuso, al caldo dei termo e quindi alla meditazione.Errore!Questa estate è stato un tormento, derivato dal contrasto netto tra il desiderio della escursione e il caldo opprimente.Ci si arrendeva dopo poco al chiuso di un bar con l’aria condizionata o all’ammollo a mare.Punto a quanto programmato.Oggi mi sono accorto, seduto su di una panchina, godendo anche del pò del freddo di questo Gennaio, che non avevo nessuna intenzione di rientrare.Stavo troppo bene.

  • Lacrime particolari, perchè anticipate

    Recita una massima tedesca “Le lacrime lavano gli occhi e dopo si può vedere meglio.” Bisogna quindi ogni tanto, procedere alla manutenzione programmata del nostro fisico. Essendone consapevoli ,meglio anticipare e cercarsi le occasioni per ridere ,a più non posso, fino alle lacrime.Così il tagliando è aggiornato e puoi sempre sperare che il destino non veda la necessità di importi ulteriore manutenzione ma obbligandoti ad una forte delusione o altra tristezza indesiderata.Il proposito è ottimo ma di difficile realizzazione.Le occasioni di cui sopra possono essere l’aver raggiunto un traguardo inimmaginabile e del tutto inaspettato o il solletico di un nostro personalissimo professionista,che abbiamo allenato sino alla perfezione o l’ innamoramento folle e corrisposto, che amplifica, in maniera esagerata, quando insieme, l’ effetto di qualsiasi situazione buffa , o……..ognuno ha sue aspettative, opinioni , sogni nel cassetto.Ma, prima di tutto, ripudiamo solitudine,malinconia,noia ed altre sensazioni,protocollate col segno – e buttiamoci nella mischia.

  • Un dubbio tutto al maschile

    Ci provo ad affrontare un argomento, fuori dalle riga, che mi ha da sempre incuriosito.Una bella donna, appena fuoriesce dai clichè, imposti dalla società, viene bollata come troia,puttana,stronza,zoccola,baldracca, megera ed altri epiteti,che adesso non mi vengono in mente, ma ce ne sono.Non riesco a trovare gli equivalenti per un bell’uomo.Solo stronzo.Eppure, siamo in Occidente e quindi in una situazione ottimale, se confrontata con Iran o Afghanistan o altre parti del mondo.Arriva anche la domanda spontanea.Ma una donna per essere puttana, troia e tutto il resto deve essere piacente o no, altrimenti neppure potrebbe aspirare ai vari titoli, anche perchè nessuno le crederebbe.Ho il dubbio che tali definizioni non siano altro che invidia di uomini, perchè non sono i preferiti e di donne, perchè trascurate, nonostante magari dicono di avere altre doti come l’intelligenza.E’ un vocabolario di insulti che si è sedimentato con il tempo.Trovo grave che le donne si offendano tra di loro con gli epiteti succitati.Significa ammettere ed accettare la supremazia maschile, anche nell’avanzato Occidente.Mi viene in mente la distinzione tra Signora e Signorina, in base alla disponibilità di un uomo al matrimonio.Se questa è venuta a mancare, “zitella”, talvolta pure acida, altro termine, non certo piacevole, è la definizione per una signorina attempata.L’uomo è solo scapolo.Anche d’oro.Confesso:il pensiero, con qualche accenno di compassione, di essere o diventare donna non mi ha mai attratto.

  • AUGURI

    Si. Lo confesso, mi sono sempre sentito un pò strambo, perchè avarissimo di Auguri,cuoricini,fiorellini,messaggini.Sono solo capace di contraccambiare, come se fosse un convenevolo obbligato.Reputo gli auguri parole vuote, imposti dalle feste comandate ed, appunto, a comando.Come la festa della mamma, del papà,delle donne,dei fidanzati,dei nonni.Ma mi domando, un pò contraddicendomi:Cosa sarebbe la vita senza neppure gli auguri? Molto meglio con. Non scappo via alla parola Auguri, ma mi lascia spesso indifferente.Il mio Augurio all’occasione è stato sempre accompagnato da una banconota importante con tanti sottointesi:Compera ciò che desideri,per te,qualche altro,che non conosco..Aiutati a cambiarti per il meglio.In questo caso la parola Augurio assume un pò di importanza concreta.Spiana la strada ad una salute più sana, perchè puoi comperarti cibo più nutriente o stare più sereno, perchè elimini qualche debito.Fossi ricco, arriverebbe prima la sorpresa della grossa somma e poi l’Augurio, ma con destinatari ben precisi, perchè elargire ulteriore denaro, a chi non ne ha bisogno non è un Augurio.Ebbene, non sarei tanto avaro se fossi un Mago, che pronunciando Auguri ti realizza tutto quello che desideri in quel momento.Poi mi viene il dubbio.E se chi realizza in toto tutto quello che desidera poi ne viene sopraffatto? Il poveraccio stravolto da proprietà che non riesce a gestire per invidia o interesse, anche di parenti da cui non se l’aspettava? Il malato terminale, che si vede la vita prolungata ma non degna di essere vissuta, a causa di altre sofferenze, non per forza fisiche, ma peggiori?E quindi smetto subito le vesti di mago e me ne torno, mogio, nella mia normalità.Mi accetto per come sono, avaro di auguri che riservo preziosi,ognuno particolare a qualcuno particolare con parole particolari in momenti particolari, che non siano per forza comandati dalle feste.A mò di provocazione su F.B., sovraccarico di Auguri, a causa di compleanni, che ricorda con precisione matematica, mai sperimentata prima del suo avvento, ho suggerito la tariffa di 50 euro per ogni Augurio a me indirizzato, in qualsiasi occasione, per poter fare una cernita tra bon ton di circostanza e concretezza. Mi sono ritirato appena avuto sentore delle avvisaglie di una valanga di critiche.A pensare che gli unici Auguri veri per il compleanno erano quelli di mia madre ed altri pochi.All’anagrafe fu comunicata una data errata.La carta d’identità mente e forse per questo Auguri, preconfezionati con faccine e cuoricini falsi non sono la mia passione.Mi ricordano il mio documento.Comunque ben vengano tutti gli Auguri di questo mondo, di qualsiasi taglia , spessore, qualità se portano Amicizia,Amore,Armonia ed ogni parola bella che comincia con la A.Meglio il fragore inutile dei fuochi d’artificio che il silenzio, che può essere anche di guerra.AUGURI ed ancora AUGURI.

  • Una riflessione natalizia

    Il vero, unico Natale è il primo. Quello , in cui credevamo, senza ombra di dubbio, che un anziano signore panciuto con una imponente chioma bianca che si confondeva con un’altrettanto appariscente barba bianca ci avrebbe fatto visita quando prima, attraverso il camino di casa e se questo non c’era, si lasciava socchiusa una finestra o qualsiasi pertugio, pur di agevolare la sua visita con il sacco strapieno di regali.Tutti i grandi, gli adulti facevano a gara per rendere più suggestiva la fiaba, che vivevamo in quei lunghi giorni di vacanza, inventando storie o dando suggerimenti sul come comportaci, per avere i regali più belli.La stessa scuola diventava più simpatica, preparandoci con giorni di anticipo all’epico evento:presepe, albero, letterina.Il nucleo familiare si allargava, con l’arrivo di qualcuno,da vicino o da lontano, da un posto sconosciuto, anch’esso suggestivo, qualunque fosse, perchè calato in quella magica atmosfera.E poi c’erano gli zampognari e il presepe preparato dal papà e l’albero e la messa di mezza notte e il bambinello biondo , con gli occhi chiari da conservare al sicuro prima di esporlo nella mangiatoia, e la tombola e i nonni anziani da aiutare a segnare il numero sulla cartellina, con le buccie di mandarino o altro materiale, che scivolava e faceva ridere, interrompendo il gioco, perchè il pignolo di turno richiedeva tutti i numeri già usciti, nonostante gli sbuffi generali.Con l’epifania, che ogni festa porta via, finiva l’incanto, ma con un’altra giornata, che non era da meno di tutto il resto precedente.Una vecchia signora, anch’essa simpatica, come Babbo Natale, forse il marito, veniva a riempirci le calze, appese al letto, esaudendo le richieste scritte e recapitate a mamma e papà oppure infilate nelle calze.Si andava a letto presto e volentieri e non vedevamo l’ora di addormentarci quando prima per trovare la sorpresa al risveglio.IL secondo Natale, quello in cui già siamo consapevoli che sia Babbo Natale che la Befana sono solo belle invenzioni ha già perso parecchio del fascino iniziale.Il terzo se diventa la routine di ogni anno con le stesse persone si trasforma in noia.E poi c’è il quarto,quando ti accorgi che qualcuno di quelle stesse persone non c’è più e ti manca.E poi ancora il quinto,quando l’assente sei tu e non perché sei a festeggiare da qualche altra parte.Al sesto ancora ci si ricorda di te.Al settimo già non appartieni più a questo mondo.Sei in un’altra dimensione, pronto forse per un altro Natale anche migliore del primo.Una ipotesi che nessuno può escludere con certezza.

  • Un pensiero speciale anche per gli ultimi

    Tempo addietro ho partecipato ai festeggiamenti per il compimento dei 60 anni di 6 colleghi, naturalmente non gemelli, ma solo nati nello stesso anno.Ognuno ha portato qualcosa per contribuire al pranzo comune. Io mi sono distinto ,come sempre, per avere contribuito solo con la quota in denaro stabilita.Evidentemente sono nato in un periodo molto fortunato ed in una parte del mondo,che non ha conosciuto guerra e fame.Odio cenoni ed affini e quando me li propongono, accetto anche volentieri ma solo per stare in compagnia e stando bene attento ad un lungo digiuno in precedenza.L’unica persona, a me più simile, è l’amico,che mi invita ad escursioni di chilometri, per la caccia fotografica di animali selvaggi in liberta’ o di uccelli delle più svariate specie, fiori,alberi e quant’altro offre la natura, senza concederci neanche una pausa per uno snack.L’imprinting a rifiutare pranzi e cene abbondanti è scaturito anche dal ricordo indelebile di una Pasqua a Parigi, immortalata da una foto vicino al Centre George Pompidou, con me all’impiedi, vestito elegante dai magazzini La Fayette, che addenta un panino, farcito con salame.Era tutto quanto mi ero permesso in quella giornata di festa, completatmente dedito alla visita della metropoli.Erano gli ultimi giorni di mesi, trascorsi nella città e che mi era, sentite un pò!, venuta a noia.Desideravo andare in Germania.Altra Pasqua ed identica modalità a Vienna.La divagazione serve per arrivare alla conclusione.Alla festa gli invitati erano una trentina ma c’era da mangiare per il quadruplo.Alle mie spalle c’era un maialino da latte inspiedato.Uno spiedo gli entrava dalla coda ed usciva dalla bocca spalancata ma vuota.Gli era stata risparmiata la beffa dell’arancia o quant’altro.Sacrificio, quasi inutile.I tre quarti di quel corpo straziato erano ancora disponibili.So benissimo che ci sono altre situazioni molto più gravi, ma di questa sono stato testimone e il pensiero di Natale lo dedico solo a lui.”Fosse stato per me, ti avrei accolto volentieri in giardino e saremmo diventati amiconi per rincorrerci e giocare nel prato, ma il mondo è quello che è.Se un giorno, trapassato a miglior vita, un mio atomo svolazzante dovesse incontrarti si ricorderà di te e ti offrirà la sua amicizia.L’universo è fatto di infinito con probabilità infinite e noi, volenti o non, vi apparteniamo anche con speranze folli.”P.S.Il nesso un pò strambalato di questo post è che se si mangiasse di meno, socializzando e divertendosi anche in altri modi, qualche povero animale sopravviverebbe ed in qualche altra parte del mondo non si morirebbe per inedia.

  • Letto matrimoniale:singolo, doppio o cosa?

    Quando ero single, sentivo una coppia, Mr Hyde, al piano di sopra, che litigava di brutto, quasi ogni notte.Parolacce,sbuffi, sberleffi, pernacchie mi svegliavano, quando meno me l’aspettavo.Io me la ridevo, godendomi il mio lettone, da solo e ringraziando mia madre, che al contrario di papà, mi incoraggiava a restare scapolo impenitente.L’indomani mattina la stessa coppia, inseparabile, di pensionati, mi salutava a mò di Dr.Jekyll, entrambi sorridenti e mano nella mano, per accingersi a salire in auto ed affrontare gli impegni quotidiani.Quando poi mi sono deciso a passare nel mondo dei più:ammogliati con prole, spesso nel pieno della notte e forse di sogni, mi sentivo pungolare al fianco.Era la moglie infastidita dal mio russare.Abbiamo raggiunto un compromesso ed ho riacquistato la libertà di una volta, anche se solo fino ad un certo punto.Mentre prima dormivo sonni tranquilli o da militare in camerata, o in stanza singola per qualche anno con un collega, dopo il grande passo, ho trascorso una intera notte insonne,quando è capitato di dover condividere, in quanto non c’erano alternative, una unica camera di Hotel con un altro insegnante.Memore delle lamentele della consorte avevo una paura tremenda di addormentarmi, quindi russare e quindi infastidirlo.Prima il problema non si poneva, perchè gli incontri erano fugaci, di poche notti e l’essere giovani aiutava certo , non poco, e dormivo beatamente, senza aver infastidito mai nessuno.Adesso sono arrivato alla conclusione che nel caso molto remoto dovessi accasarmi con una compagna, nonostante nuova di zecca e di splendida fattura, i patti sarebbero subito chiari: letti separati dopo una settimana.Certe domande non ho mai avuto occasione di farle ad ammogliati normali, quelli cui ho accennato all’inizio non erano normali, che condividono lo stesso talamo, alcuni da una vita:

    Come fate a conciliare il sonno comune, per niente gestibile in quanto inconscio,così importante per il nostro benessere psico-fisico, in uno spazio tanto ridotto?

    Anche perchè pure le donne o soprattutto loro rompono di brutto:troppo freddo,troppo caldo, troppo troppo , troppo poco fino allo sfinimento.Il sottoscritto la pace dei sensi l’ha raggiunta specialmente con il sonno.Il mio letto al mio risveglio sembra un campo di battaglia, con lenzuola e coperte , sopravvissute al caos di rutti, sbadigli, sgomitate, sgambate, sfinteri in libertà assoluta e rimasugli di qualche sogno, che non ricordo mai, a meno che non siano brutti, ma succede raramente.Il letto è solo mio e guai a chi osa invaderlo.

  • La Settimana Enigmistica

    Chi non conosce il giornale passatempo, strapieno di quiz e prove di intelligenza?Un mio collega, di aspetto gradevole, di mezza età, single, attraeva più lui con aria seria e compunta, tutto intento nella soluzione di difficili sudoku, nel bel mezzo di una confusione generale dell’intervallo che tutto il resto del personale scolastico, bidelli e dirigenza compresi, intenti alla pausa caffè.Ma attraeva chi?Colleghe single e non, che fingendo indifferenza, sbirciavano nella sua direzione.Anche io, incuriosito, contento di rilassarmi con battute e qualche pettegolezzo, mi chiedevo se il lui, il corteggiato, davvero fosse intento in soluzioni difficili o non usasse una tattica, a me sconosciuta, per sedurre con il suo silenzio .A una mia domanda diretta:Come fai a concentrarti, con tutta questa confusione? rispose con una smorfia ed una alzata di spalle, che tradotte volevano dire:Non me ne può fregare di meno!.Quantunque il rispetto fosse reciproco, mai entrati nella sintonia di una amicizia:troppo differenti.Anche solo perchè io non sarei capace di risolvere neanche un rebus elementare, se non ho l’assenza di qualsiasi rumore, a darmi man forte.La moglie non l’ho scelta, ricorrendo al Sudoku per selezionarla, ma guarda caso ne è appassionata.Mi costa buttare via il giornaletto, da lei usato ma risolto per un quarto.Li raccatto con l’intento di terminarli e poi accatastarli, comunque irrisolti.Dovessi seguire la mia pignoleria non ne comprerei nessuno nuovo senza aver del tutto finito il precedente, che diventerebbe senz’altro una rivista da antiquariato.Fossi stato un insegnante di lettere avrei utilizzato i giochi del giornale di enigmistica.Lo stesso avrei fatto, in quanto Datore di lavoro, per mettere alla prova, personale di concetto da assumere.Che bello poi selezionare, sempre con le prove del giornale, la classe dirigente politica.Tanto di cappello inoltre a chi riuscisse a completare per intero il giornale, compresa la prova di intelligenza.Per me sarebbe un Genio assoluto, che non sarei in grado di imitare.Il livello intellettivo di una intera Nazione ne ricaverebbe enormi vantaggi, se si invogliasse tramite il gioco enigmistico ad esercitarsi per superare non solo esami scolastici ma anche concorsi di ogni livello, basati su prove simili.Mi sa che il collega succitato e le colleghe infatuate già avevano capito tutto.